Valle della Loira, l’arte contemporanea tra castelli e paesaggi: arriva AR(T)CHIPEL 2026

Torna per la sua quarta edizione, dal 15 ottobre 2026 a febbraio 2027, il festival che mette al centro l'arte contemporanea

Quando si pensa alla Valle della Loira, l’immaginario collettivo richiama subito castelli rinascimentali, con giardini storici e quel paesaggio culturale riconosciuto dall’Unesco che ne ha fatto una delle destinazioni più celebri di Francia. 

Ma in realtà la regione ha molto di più da offrire, e dall’autunno 2026 una nuova prospettiva porta a guardare questo territorio con occhi diversi: quelli dell’arte contemporanea.

Dal 15 ottobre 2026 a febbraio 2027 torna infatti AR(T)CHIPEL, il festival nato dalla collaborazione tra la Regione Centre-Val de Loire e il Centre Pompidou, che giunge alla sua quarta edizione trasformando l’intera regione in un grande museo diffuso
Sedici sedi espositive, quindici mostre di arte contemporanea e oltre novanta atelier di artisti aperti al pubblico compongono un itinerario culturale che attraversa città, castelli, musei e luoghi della creazione contemporanea, da Chartres a Bourges, da Orléans a Blois, fino a Chambord e Tours.

Situata a poco più di un’ora da Parigi, la Valle della Loira conferma così la propria vocazione di terra di innovazione culturale, affiancando al patrimonio storico una proposta artistica capace di coinvolgere visitatori, appassionati e curiosi.

AR(T)CHIPEL 2026
Blois – Château royal © Gillard & Vincent – CRT Centre Val de Loire

Omaggio ad Alexander Calder e Max Ernst

L’edizione 2026 di AR(T)CHIPEL è dedicata a due figure fondamentali dell’arte del Novecento, entrambe profondamente legate alla regione: Alexander Calder e Max Ernst. Il festival intende infatti raccontare il rapporto tra gli artisti, i luoghi in cui hanno vissuto e il paesaggio della Loira, creando un dialogo tra opere, architetture storiche e natura.

Il percorso Calder au cœur de la France rappresenta uno dei punti di forza della programmazione. Le opere del grande maestro americano saranno distribuite in quindici sedi prestigiose, tra cui il Castello di Chambord, il Castello di Azay-le-Rideau, il Castello Reale di Blois, i Musei di Belle Arti di Orléans, Tours e Chartres, oltre a centri d’arte contemporanea e all’Atelier Calder di Saché, luogo simbolo della sua presenza nella regione. 
L’obiettivo è mettere in evidenza il forte legame tra l’artista e il cuore della Francia, offrendo una lettura inedita della sua produzione attraverso contesti storici e paesaggistici d’eccezione.

A Tours, inoltre, il CCC OD dedicherà ad Alexander Calder una grande mostra monografica, inserita nel programma del festival, che permetterà di riscoprire la sua ricerca sul movimento, sullo spazio e sulla percezione.

AR(T)CHIPEL 2026
Chaumont © E. Sander artiiste Chris Drury

Max Ernst e la natura a Chaumont-sur-Loire

L’altro grande protagonista sarà Max Ernst, celebrato attraverso la mostra De Natura, ospitata dal Domaine Régional de Chaumont-sur-Loire. L’esposizione presenterà importanti opere provenienti dalle collezioni del Centre Pompidou e offrirà uno sguardo sul rapporto dell’artista con la natura, tema centrale nella sua produzione.

Inserita in uno dei luoghi più affascinanti della Valle della Loira, la mostra vuole proporre un’esperienza immersiva in cui arte, paesaggio e patrimonio dialogano tra loro, contribuendo a raccontare il territorio attraverso la sensibilità di uno dei grandi protagonisti del Surrealismo.

Dentro gli atelier, a contatto con gli artisti

Se le mostre rappresentano il volto più visibile del festival, il cuore di AR(T)CHIPEL resta l’incontro diretto con gli artisti. Tra gli obiettivi principali della manifestazione c’è infatti la valorizzazione della scena creativa contemporanea della regione attraverso l’apertura straordinaria di oltre novanta atelier.

Per diversi fine settimana, distribuiti nei sei dipartimenti della regione, il pubblico potrà entrare negli spazi di lavoro di pittori, scultori, fotografi e ceramisti, partecipare a visite guidate e incontri, osservare i processi creativi e immergersi nella vita culturale locale. Un’occasione rara per scoprire il dietro le quinte della produzione artistica e per instaurare un rapporto diretto con chi crea.

Verso Bourges 2028

AR(T)CHIPEL si inserisce inoltre nel percorso che condurrà Bourges a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2028. Il festival rappresenta uno degli strumenti attraverso cui la regione intende rafforzare la propria identità culturale, promuovere nuovi flussi turistici e invitare i visitatori a soggiorni più lunghi, alla scoperta di un territorio che continua a reinventarsi.

Accanto all’eredità del Rinascimento francese e all’arte di vivere che ha reso celebre la Valle della Loira nel mondo, emerge così una dimensione contemporanea fatta di creatività, sperimentazione e dialogo tra patrimonio e innovazione. Un invito a percorrere la regione seguendo non soltanto la strada dei castelli, ma anche quella dell’arte del presente.