WHITE Milano 2026: global scouting e contaminazioni culturali

WHITE Milano si è confermato come uno dei luoghi dove leggere i segnali più chiari della moda che verrà

Non più solo fiera, ma osservatorio privilegiato per capire come evolvono le tendenze e il mercato. WHITE Milano si è confermato come uno dei luoghi dove leggere i segnali più chiari della moda che verrà. L’edizione dedicata alla Primavera/Estate 2026 ha registrato un aumento del 22% degli espositori, trasformando il Tortona Fashion District in un mosaico di voci, materiali e visioni.

La tendenza che emerge con forza è quella della sostenibilità come linguaggio creativo. Non si tratta più di slogan, ma di processi che ridefiniscono il prodotto: nei Basement, lo spazio speciale dedicato alle collezioni di ricerca, tra i marchi presenti c’era il brand londinese Dreaming Eli; mentre protagonista degli spazi LOFT è stato Alexy Agency Showroom, con una proposta fortemente internazionale, e Giemmebrands Corporate Showroom, che ha presentato invece una proposta dal cuore italiano.

WHITE Milano SS2026
WHITE Milano 2026

L’opening internazionale di WHITE Milano

Altro fil rouge è l’apertura globale. WHITE ha accolto brand provenienti da India, Qatar, Armenia, Cina, Brasile, Sudafrica e Spagna, sottolineando come la moda oggi nasca da un ecosistema multicentrico. Le Secret Rooms hanno offerto una lente di ingrandimento sui nuovi talenti, dalla britannica Clara Pinto alla colombiana Maz Manuela Alvarez, fino alla saudita Tala Abukhaled con il suo brand Rebirth, che segna anche il rafforzamento
delle relazioni con i mercati del Golfo, dove Milano gioca un ruolo sempre più strategico.

La strategia del gruppo M.Seventy, avviata nel periodo post-pandemico, oggi mostra con chiarezza e concretezza i propri risultati. Un segnale evidente è l’arrivo, per la prima volta in Europa, del Retail Leader Circle, un traguardo di grande prestigio.
«Leggere in questo comunicato tutti i progetti di internazionalizzazione avviati, in particolare nei Paesi del Golfo, mi riempie di soddisfazione e conferma che stiamo percorrendo la strada giusta: aprire la moda a una dimensione sempre più globale. Lavorare a stretto contatto, sul piano creativo, con designer emergenti provenienti da Arabia Saudita, Qatar e India rappresenta per me uno stimolo straordinario, e sono certo che presto li vedremo sfilare sulle passerelle più importanti. La strategia di crescita di M.Seventy, avviata ormai da alcuni anni, oggi ci vede impegnati non solo sul fronte WHITE, ma anche nell’affiancare lo sviluppo della moda in Paesi caratterizzati da un forte potenziale di crescita. È per noi motivo di grande orgoglio, così come lo è la possibilità di portare i brand di WHITE in questi mercati che hanno fame e voglia di moda.» racconta Massimiliano Bizzi, Presidente e Fondatore WHITE.

Le mostre tra moda e arte

Accanto allo scouting, non sono mancati gli omaggi alla memoria e alla cultura della moda: al FlavioLucchiniArt Museum la mostra Grazie Giorgio – L’influenza della moda di Giorgio Armani nelle opere di Flavio Lucchini, con possibilità di visite guidate anche nelle 20 stanze tematiche sotterranee del museo, oltre 650 opere tra sculture, dipinti, digital painting, grafiche, installazioni. All’interno del percorso espositivo dell’atelier, è presente un contributo video del designer cinese Miaoran, che ha mosso i suoi primi passi a WHITE prima di essere selezionato da Giorgio Armani per la sua sfilata presso l’Armani/Teatro nel 2016. Miaoran rappresenta l’evoluzione della moda cinese, un perfetto equilibrio tra la solida tradizione del suo paese e le influenze globali, dando vita a creazioni che fondono l’arte sartoriale locale con un linguaggio contemporaneo e internazionale.

La prima personale di Roberto Miglietta a WHITE Milano

Si è conclusa con successo la partecipazione di Roberto Miglietta a WHITE Milano con la mostra Roberto Miglietta: Trame di Ferro e Memoria, la cui ricerca nasce dal mondo del ricamo e dalla lunga esperienza nell’industria tessile pugliese, da cui eredita la precisione del gesto e la capacità di trasformare la materia in segno.

WHITE Milano SS2026 Roberto Miglietta
Roberto Miglietta: Trame di Ferro e Memoria

La svolta arriva con la pandemia. Durante il lockdown, Miglietta inizia a sperimentare con il ferro, il legno d’ulivo recuperato dai campi salentini e il marmo. Così nascono opere che sono architetture in miniatura, che vibrano nella tensione tra peso e leggerezza, volti e figure femminili in cui ogni pezzo dialoga con la materia: «Il ferro lo piego come un couturier drappeggia il tessuto», racconta lo stesso artista. A WHITE Milano l’artista ha presentato una selezione di opere emblematiche tra cui tre omaggi a tre maestri della moda italiana, che hanno segnato il suo immaginario creativo. In particolare, l’opera dedicata a Roberto Capucci (2024) reinterpreta la sua poetica con un doppio pannello in ferro dipinto in acrilico, da cui emergono rose scolpite nello stesso materiale. Qui la durezza del ferro si dissolve in un’ombra centrale che attraversa la composizione, generando un dialogo tra tridimensionalità e proiezione: donna e abito si compenetrano, illuminandosi a vicenda e mostrando come anche la materia più solida possa trasformarsi in presenza e linguaggio.  

Roberto Miglietta
L’opera dedicata a Roberto Capucci (2024)

Poi Abito rosso (2022) vede protagonista la top model Agnese Zogla indossare un abito firmato Gianni Calignano. Roberto Miglietta lo ritrae qui trasformandone i materiali: la seta diventa legno e quello che un tempo era cotone, ferro. La gonna di ferro (alta circa 110 cm), nasce dalla ripetizione di un unico modulo, che tramite l’incastro delle forme genera una grande onda, che evoca il movimento della modella. E sempre forza del ferro prende forma l’abito che rende omaggio a Gianfranco Ferré del 2025. In questo lavoro di scultorea bellezza emergono sia la leggerezza del corpetto – unico pezzo dipinto in acrilico e arricchito da sabbia e polvere di caffè – sia la gonna, composta da listelle applicate che ne definisce il movimento. Nella sua arte resta centrale il legame con la terra pugliese, come l’uso delle radici e delle piante d’ulivo – affette dal batterio della Xylella che ha decimato gli ulivi del Salento – diventa un atto poetico e simbolico insieme: riportare alla vita ciò che sembrava destinato a scomparire. Miglietta trasforma così i resti di questi alberi secolari in opere d’arte per restituire dignità a ciò che sembrava perduto, in un continuo dialogo tra vita e memoria, materia e ombra.

Roberto Miglietta
Roberto Miglietta: Trame di Ferro e Memoria

Con questa prima personale a Milano, Roberto Miglietta ha portato il suo linguaggio unico all’interno di un contesto internazionale che da sempre valorizza le contaminazioni tra moda e arte, aprendo nuove
prospettive sul dialogo tra tradizione artigianale e ricerca contemporanea.