YEAST PHOTO FESTIVAL 2024, UNA RIFLESSIONE FOTOGRAFICA “FROM PLANET TO PLATE”

Giunta quest’anno alla terza edizione, l'iniziativa pugliese si focalizza sull’inquinamento alimentare e su come il cibo generi conseguenze nel rapporto tra uomo e ambiente

Secondo un recente studio condotto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), il settore alimentare contribuirebbe per oltre un terzo alla produzione globale di gas ad effetto serra, toccando il 34% di biossido di carbonio totale emesso. Tra estesi processi produttivi, sfruttamento del suolo e allevamenti intensivi per far fronte all’ingente consumo di carne, l’impatto degli alimenti sul nostro pianeta – a livello non solo ambientale e climatico, ma anche economico, sociale e culturale – è un dato ad oggi non più trascurabile. A tal proposito, una corretta informazione e sensibilizzazione risultano essenziali: solo educando la popolazione riguardo il problema, infatti, si potranno individuare soluzioni adeguate e comportamenti responsabili adottabili dal singolo.

La questione, di cui ogni essere umano dovrebbe nel suo piccolo farsi carico, è sempre più spesso al centro di dibattiti e iniziative. Guardando all’Italia, una manifestazione, giunta quest’anno alla terza edizione, promuove una riflessione sull’inquinamento alimentare e su come il cibo generi conseguenze nel rapporto tra uomo e ambiente. Parliamo di Yeast Photo Festival, un progetto patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Puglia, organizzato tra Lecce e provincia. Accessibile sino a domenica 3 novembre, l’evento prende in esame filiere, consumi e abitudini che stanno portando considerevoli cambiamenti su scala planetaria… il tutto attraverso il linguaggio unico della fotografia, che permette di leggere la realtà sotto molteplici sfaccettature.

Kukbuk
Opera dalla serie Kukbuk © Kateřina Sýsová

Fotografia come mezzo di riflessione

In questa terza edizione, quindici progetti, molti dei quali mai esposti prima in Italia, accendono i riflettori sul consumo consapevole del cibo, rispondendo al claim “From Planet to Plate” (“Dal Pianeta al Piatto”), slogan ufficiale del festival. Tra reportage, documentari e scatti, i lavori fotografici in mostra propongono ciascuno una precisa visione, delineando un percorso espositivo miscellaneo, specchio del nostro tempo e della questione alimentare in modo specifico.

«Nel 2024, Yeast Photo Festival si concentra più che mai sull’impatto delle abitudini individuali legate al cibo, ma non solo. Esso, infatti, vuole anche porre l’accento su come il consumo alimentare degli esseri umani produca un effetto in ambito sociale e, non ultimo, sulla crescente catastrofe climatica. Attraverso quindici lavori, provenienti da molti Paesi del mondo, saranno presentati diversi aspetti della questione per stimolare la riflessione e la discussione». Così ha dichiarato Edda Fahrenhorst, curatrice e direttrice artistica del festival.

Yeast Photo Festival 2024: i progetti in mostra

Entrando nel vivo del progetto, passiamo ora in rassegna le opere protagoniste della manifestazione; narrazioni per immagini che sensibilizzano lo spettatore invitandolo a soffermarsi sulle proprie abitudini e responsabilità nei confronti del pianeta.

Ad aprire le danze è la lente dell’argentino Pablo Ernesto Piovano, documentarista dalla carriera brillante. Intitolato The Human Cost (Il Costo Umano), il lavoro del fotografo – esposto a Matino (Lecce) presso il Palazzo Marchesale del Tufo – è il risultato di un’esperienza sul campo, un’esplorazione attuata dallo stesso Piovano in alcune zone del suo Paese natale. Il viaggio, durato la bellezza di tre anni, ha riconsegnato un approfondito reportage di denuncia contro l’uso degli agrofarmaci, il glifosato per esempio, dannosi per la salute umana e per l’ambiente.

Yeast Photo Festival 2024
Scatto dalla serie The Human Cost © Pablo Ernesto Piovano

Proseguendo la visita e rimanendo entro il Palazzo Marchesale del Tufo, ci si imbatte in ulteriori cinque progetti fotografici, tutti diversi tra loro ma uniti dalla medesima nobile causa alla base del festival. Prima della fila è Food for Thought (Cibo per il pensiero), opera del regista Kadir van Lohuizen che indaga l’impatto del consumo alimentare su ambiente, economia e salute. A seguire incontriamo Green Shades (Sfumature Verdi) di Axel Javier Sulzbacher, un progetto che mette in luce l’atroce deforestazione subita da alcune aree del Messico per far spazio ai campi in cui coltivare avocado. Chiudono il quintetto, Holy Cow (La Mucca Sacra) di Carolina Arantes, di Florian W. Müller, e la Collezione di Fotografia Vernacolare di Jean-Marie Donat a cura di Krzysztof Candrowicz.

Yeast Photo Festival 2024
Scatto dalla serie Green Shades © Axel Javier Sulzbacher

A completare la lista dei protagonisti presenti, ci imbattiamo poi in Tropicalia, progetto del duo fotografico Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni a proposito di coltivazioni tropicali che stanno crescendo velocemente anche in Sicilia; The Forest Knows (La Foresta Sa) di Nicoló Lanfranchi, riguardo la resistenza del popolo indigeno Asháninka alla devastazione dell’ecosistema; e Waha واحة (Oasi), opera firmata dall’artista marocchino Seif Kousmate.

Ultimi, ma non per importanza: Mijn Duifje, my dove / my lovely (Mijn Duifje, la mia colomba / la mia bella) di Nynke Brandsma, L’Arc Sera Parmi Les Nuages (L’arco Sarà Tra Le Nuvole) di Henrike Stahl, Welcome to Yesterday (Benvenuti a Ieri) di Alexander Yegorov. E poi ancora: Don’t Play with Food (Non Giocare con il Cibo) di Alessia Rollo, Merci Pour Ton Agréable Visite, Les Jolies Fleurs Et Les Délicieuses Fraises (Grazie Per La Vostra Piacevole Visita, I Bei Fiori E Le Deliziose Fragole) di Sarah Boutin, e Kukbuk di Kateřina Sýsová.

Co-diretto da Flavio&Frank e Veronica Nicolardi, Yeast Photo Festival 2024 è stato realizzato con il sostegno di diversi sponsor. Tra questi: Banca Popolare Pugliese, SPS Manifatture, Gial Ambiente, ArtWork, Officine Tamborrino, CAM – Mercedes e Cantina San Donaci.