Dal debutto a Shanghai al successo internazionale: il percorso di Yezael

Fondato nel 2014 a Shanghai da Angelo Cruciani, il marchio si distingue per una visione estetica radicale, che abbatte le convenzioni di genere e propone una bellezza senza compromessi, dal taglio minimalista e contemporaneo

Nel panorama della moda contemporanea, Yezael si è affermato come uno dei brand più audaci e provocatori degli ultimi anni. Fondato nel 2014 a Shanghai da Angelo Cruciani, il marchio si distingue per una visione estetica radicale, che abbatte le convenzioni di genere e propone una bellezza senza compromessi, dal taglio minimalista e contemporaneo. Dalla nascita in una sartoria d’élite a Shanghai, alla rapida ascesa sui social media, passando per le prime sfilate su TikTok e l’esposizione mondiale grazie a Netflix, Yezael ha saputo attrarre un pubblico internazionale grazie alla sua capacità di sfidare le regole e unire mondi lontani, come la spiritualità e l’estetica.

Ma dietro il successo globale di Yezael c’è un uomo, Angelo Cruciani, che ha costruito questo impero creativo con un’idea chiara: offrire una moda che non sia solo estetica, ma anche una dichiarazione di indipendenza e autenticità. Con una visione che fonde arte, filosofia e innovazione, Cruciani ha rivoluzionato la percezione del “genere” e della “bellezza”.

Abbiamo incontrato il fondatore di Yezael, che ci ha raccontato la sua visione creativa, le sue ispirazioni e come il brand è riuscito a ritagliarsi uno spazio unico nel cuore del sistema moda globale.

Angelo Cruciani

«Il cliente Yezael è un randagio sul red carpet, una principessa che sfida le regole, un teenager chiuso in camera che ascolta metal mentre si fa i tarocchi. »

In che stile si può racchiudere Yezael?

Yezael è un mix di punk e rock, come se fosse suonato da una band di angeli. Dolore e dolcezza sono gli ingredienti fondamentali che si ritrovano in ogni look. Il cliente Yezael è un randagio sul red carpet, una principessa che sfida le regole, un teenager chiuso in camera che ascolta metal mentre si fa i tarocchi. Descrivere tutto questo con termini precisi può essere complicato, ma di certo Yezael è esuberante, elegantemente anticonformista e pungente.

Come e dove è nato Yezael?

Yezael è nato nel 2014 a Shanghai, senza una precisa intenzione di fondare un brand. In meno di un anno, però, il marchio è esploso sui media europei grazie al placement dei suoi capi su cantanti e servizi moda. Yezael ha proposto un’estetica genderless e massimalista in un periodo in cui si affermava la voglia collettiva di opulenza e protagonismo, con il successo di Instagram e lo stile di vita degli influencer che hanno contribuito alla sua rapida espansione mediatica. Da lì, il brand ha evoluto la sua proposta, portando in passerella corpi e concetti estetici spesso esclusi, con una dose di irriverenza e provocazione che sono state accolte con entusiasmo dal Messico e dalla Cina, dove il marchio è stato invitato a sfilare durante le Fashion Week. L’arrivo di fondi di investimento e licenze, la prima sfilata su TikTok e l’esposizione internazionale su Netflix hanno ulteriormente rafforzato il successo di Yezael. Tuttavia, il marchio rimane un’espressione indipendente e irriverente, con l’obiettivo di unire mondi spesso lontani, come la spiritualità e l’estetica.

Yezael

«L’ispirazione per me nasce dalla connessione con l’umanità: le sfumature o le domande emblematiche dell’esistenza, che cercano attraverso i vestiti una risposta o un’espressione estetica.»

Dove possiamo trovare Yezael?

Oggi, Yezael è distribuito principalmente in piccole boutique di ricerca e, per quanto riguarda l’Occidente, attraverso piattaforme online. In Asia, il brand è gestito da VDS Showroom, che continua l’espansione senza concentrarsi troppo sul fatturato, ma puntando invece sulla qualità creativa e su un percorso che rimane indipendente dalle regole del sistema moda.

C’è qualcosa in particolare da cui trai ispirazione?

L’ispirazione per me nasce dalla connessione con l’umanità: le sfumature o le domande emblematiche dell’esistenza, che cercano attraverso i vestiti una risposta o un’espressione estetica. A volte, l’ispirazione arriva da meditazioni profonde o dall’ascolto di sensazioni intime e personali.

Non c’è una formula precisa che mi faccia scattare l’idea, se non quella sensazione di trovarmi finalmente nella frequenza che stavo cercando.

Mi ispirano i conflitti, le contraddizioni, le debolezze umane, la verità, e la visione di un mondo con un’armonia più naturale, meno schiava del consumismo. Mi ispirano le nuove generazioni, i giovani che si preparano a diventare protagonisti della vita e della società. Mi ispirano i guerrieri, le persone con una personalità forte che prendono in mano le redini delle proprie scelte. Infine, mi ispira il Rinascimento, che è il cuore della mia terra, Urbino, e la sua visione ancora tanto attuale in questo periodo storico.

«Ogni collezione è un viaggio intergalattico dentro di me, un cammino verso il mio sentire più profondo, alla ricerca di quella scomoda verità che necessita di essere tradotta e comunicata. »

Come sviluppi una nuova collezione?

Ogni collezione è un viaggio intergalattico dentro di me, un cammino verso il mio sentire più profondo, alla ricerca di quella scomoda verità che necessita di essere tradotta e comunicata. Mi ispirano la società, le relazioni, i tabù, così come le ingiustizie, la povertà, l’armonia dell’antica Grecia e le periferie metropolitane. Trovo ispirazione anche nell’abbigliamento dei nobili di ogni cultura, in un continuo dialogo tra amore e paura, i cui contrasti arricchiscono la mia visione creativa.

Che tipo di lavorazioni utilizzi?

Amo profondamente l’eleganza dei difetti, dei buchi e degli strappi. La lavorazione a mano è una delle mie firme, in particolare l’effetto cicatrice, che considero una decorazione infantile e primitiva che trasforma i capi in qualcosa dal sapore post-atomico e vissuto.

Molti dei miei capi vengono pensati in modo distrutto, poiché sono un nemico del perfezionismo e di tutto ciò che è conforme alla schiavitù degli stereotipi. Amo i broccati Jacquard, le pietre preziose e i ricami, ma ogni lavorazione ha sempre una sua anomalia, rispetto all’uso canonico.