Dal 7 all’11 ottobre, Lisbona ha ospitato la 67ª edizione di ModaLisboa, la settimana della moda portoghese che quest’anno ha scelto Priority come tema guida. Una riflessione sul valore delle scelte creative, sulla necessità di preservare l’autorialità e sul tempo richiesto dai processi di ricerca, in un sistema della moda sempre più condizionato dalla velocità e dalla produzione continua. Tra il Pátio da Galé e luoghi simbolo della città, dal MUDE – Museu do Design al Museu do Tesouro Real, la manifestazione ha intrecciato sfilate, progetti sperimentali e iniziative dedicate alle nuove generazioni di creativi.
Più che una tendenza dominante, dalle collezioni emerge una pluralità di linguaggi che condividono la volontà di superare i codici convenzionali del guardaroba. La memoria personale e le radici culturali diventano materia progettuale, mentre la ricerca tessile si confronta con l’artigianato, le nuove tecnologie e il recupero dei materiali. Anche il corpo assume un ruolo centrale: tra silhouette destrutturate, contaminazioni tra maschile e femminile e riflessioni sull’identità, l’abito si trasforma in uno strumento di espressione individuale e, talvolta, di presa di posizione.
È in questo equilibrio tra sperimentazione e consapevolezza progettuale che si inserisce la proposta di ModaLisboa, una piattaforma che continua a valorizzare il dialogo tra moda, cultura e industria. Dai nomi consolidati ai talenti emergenti, ecco le collezioni da tenere d’occhio.
Béhen e il valore della memoria artigianale
Con From This Water I’ll Not Drink, Béhen rilegge il patrimonio culturale di Nazaré, città costiera in cui la tradizione della pesca convive con la storia del turismo balneare. Per la Spring/Summer 2027, il workwear e i riferimenti al folklore locale incontrano il tailoring e le camicie classiche, in un gioco di contrasti tra funzionalità e formalità. Tessuti antichi e materiali recuperati rafforzano il legame con la memoria e il sapere artigianale.






Constança Entrudo e Marie Hazard, la creatività senza schemi
Presentato al MUDE, AD HOC è un progetto collaborativo che mette in discussione i confini tra moda e arte. La ricerca tessile di Constança Entrudo incontra le composizioni materiche di Marie Hazard, intrecciando tessitura, artigianato e sperimentazione tecnologica. Il tessuto diventa così un linguaggio autonomo, attraverso cui esplorare il rapporto tra corpo, spazio e tempo.



Constança Entrudo e Marie Hazard, foto di Iacopo Ebuli
Bárbara Atanásio riscrive i codici della femminilità
Con Son of a Mother, Bárbara Atanásio affronta il tema dell’identità attraverso il superamento delle convenzioni di genere. La collezione si muove tra codici maschili e femminili, trasformando la contraddizione in una forma di libertà espressiva. Il guardaroba diventa uno spazio aperto, in cui non è necessario scegliere una definizione univoca di sé.






Francisca Nabinho e la ricerca del dettaglio
In Point sur Point, Francisca Nabinho traduce il puntinismo in una ricerca sulla costruzione dell’immagine attraverso dettagli e gesti ripetuti. Applicazioni floreali realizzate a mano e trompe-l’œil che riproducono ruches, fiocchi e pieghe giocano sul confine tra superficie e tridimensionalità. Una collezione in cui il tempo e la precisione del lavoro artigianale diventano parte integrante del linguaggio estetico.





Ariana Orrico tra ironia e provocazione
Mui Snob e Sempre Desleal parte da una rilettura ironica del motto di Lisbona per esplorare il rapporto tra individuo e città. Ariana Orrico trasferisce i codici dell’abbigliamento domestico nello spazio urbano, accostando lana Burel Factory e jersey di cotone. Pigiami, vestaglie e capi loungewear ridefiniscono il confine tra privato e pubblico, dando forma a un guardaroba rilassato ma consapevole.






Adolfo Domínguez esplora il potere del colore
Con CROMA: Where Colour Begins, il colore diventa il punto di partenza di una ricerca che intreccia scienza, materia e memoria emotiva. La palette si sviluppa tra tonalità neutre, pastelli luminosi e gialli delicati, mentre organza, taffetà e tessuti iridescenti giocano con la luce. Il tailoring destrutturato incontra silhouette ispirate agli anni Venti, patchwork geometrici e applicazioni ricamate, in una collezione che indaga il colore come esperienza percettiva.



ARNDES mette in discussione le convenzioni sociali
Irreal Social indaga la distanza tra identità individuale e rappresentazione sociale. La collezione parte dall’idea della società come palcoscenico, in cui codici visivi, tendenze e simboli di status contribuiscono a costruire un’immagine ideale di sé. ARNDES mette così in discussione il bisogno di appartenenza e il confine tra autenticità e performance.





Çal Pfungst e il fascino della distanza
Con Aloof, Çal Pfungst esplora una dimensione sospesa tra distanza, instabilità e trasformazione. Il filo diventa metafora di un legame che si allenta e ritorna, mentre il tempo e la percezione sembrano perdere consistenza. Una ricerca evocativa, in cui la costruzione di un immaginario prevale sulla narrazione lineare.






DuarteHajime, il viaggio diventa linguaggio creativo
Per la Spring/Summer 2027, DuarteHajime abbandona l’immaginario dei concerti rock per spostarsi lungo le strade aperte di Highway Cruise. La collezione celebra la cultura dei rider, lo spirito nomade e la libertà del viaggio, tra suggestioni western e riferimenti rock ‘n’ roll. La palette richiama i paesaggi attraversati on the road, dai toni sabbiosi al verde arido, fino ai grigi dell’asfalto.






Mestre Studio guarda all’infanzia con occhi nuovi
Sonhos de Menino trasforma i ricordi d’infanzia in un racconto intimo dedicato alla memoria familiare. Al centro della collezione c’è la casa della nonna, evocata attraverso il contrasto tra i suoi abiti scuri e gli scialli di lana e il guardaroba colorato e informale del bambino. Silhouette, volumi e proporzioni si contaminano, dando forma a una riflessione sul tempo e su ciò che rimane dei luoghi e delle persone che hanno contribuito a definirci.






Valentim Quaresma immagina un futuro distopico
Con Distopia, Valentim Quaresma immagina un futuro in cui l’individualità rischia di essere progressivamente sostituita dall’uniformità. Il corpo diventa il terreno di confronto tra potere, paura e libertà, mentre il vestire assume una valenza politica. Più che inseguire un’estetica futuristica, la collezione interroga il presente e il modo in cui le convenzioni sociali possono condizionare l’identità.




Sangue Novo, cinque talenti per il futuro della moda portoghese
Tra gli appuntamenti centrali di ModaLisboa, Sangue Novo conferma la propria vocazione di piattaforma per la nuova generazione di designer. Il progetto accompagna i talenti emergenti in un percorso di ricerca e sviluppo, offrendo loro uno spazio per sperimentare linguaggi personali e confrontarsi con il sistema della moda.
Dei dieci designer selezionati per la prima fase, cinque sono stati scelti per proseguire il percorso e sviluppare una nuova collezione da presentare a marzo 2027. Elio, Francisco Martinho, Granatum, Marta Amorim e Ronni rappresentano cinque prospettive differenti sul rapporto tra abito, identità, memoria e trasformazione sociale. Le loro proposte affrontano questioni contemporanee attraverso approcci che spaziano dalla riflessione sulla mascolinità alla sostenibilità, fino alla rilettura delle radici culturali.








