Un importante traguardo quello celebrato dalla rivista A Magazine Curated By, che quest’anno festeggia i suoi 25 anni dalla prima pubblicazione. Per l’occasione, il lancio del nuovo numero cartaceo A Magazine Curated By: 2000/2004-2025 e l’inaugurazione di una mostra a tema presso l’Union de la Jeunesse Internationale. L’evento ha avuto luogo all’interno delle storiche mura dell’ex negozio Tati a Barbès oggi diventato un centro culturale, dove l’atmosfera, intima libera e creativa, ha rispecchiato pienamente lo spirito della rivista. Per l’evento si sono riuniti artisti, designer e collaboratori di lunga data, vedi Stephen Jones, Simone Rocha, Lucie e Luke Meier, Kris Van Assche, Martine Sitbon ed Erdem Moralıoğlu, oltre a figure chiave del mono della moda, dell’arte e dell’editoria.



La mostra, un’esperienza che supera i confini del magazine cartaceo
Per la realizzazione del nuovo numero, la rivista ha destinato un intero capitolo per ciascuno dei 32 curatori, chiamati ad esprimersi attraverso le pagine del magazine. «Nei 25 anni in cui abbiamo invitato i designer a collaborare – ha commentato Blake Abbie, Editor-in-Chief – A Magazine Curated By ha fornito un quadro di riferimento, una tela aperta per esprimere e sperimentare. […] Se da un lato il nostro approccio “carta bianca” permette ai designer di ripensare la carta e il design del loro numero per esplorare il modo più autentico di esprimersi, dall’altro è il dialogo tra designer ed editore che dà forma a ciò che riempie le pagine».

La mostra, ideata da Ciguë in collaborazione con Matthieu Prat (Diplomates) e Simon Chaouat, trasforma l’universo della rivista in un’esperienza autentica e reale, oltrepassando i confini delle pagine stampate. All’interno di uno spazio fisico, infatti, vengono raccontati 25 anni di storia ed innovazione della rivista, celebrando i visionari che hanno contribuito a definirne l’identità creativa. «[…] all’interno dell’Union de la Jeunesse Internationale – ha spiegato Blake Abbie – estendiamo la rivista in uno spazio fisico, chiedendo a ciascuno dei 32 curatori – designer e duo di designer – di esporre oggetti o silhouette che esprimano il loro mondo creativo e personale: da oggetti di uso quotidiano, a opere d’arte realizzate appositamente per i loro numeri, oltre a capi d’abbigliamento che rappresentano al meglio il loro processo: all’epoca, quando il loro numero è stato creato, e oggi, rispecchiando il loro attuale spirito».

In esposizione, una selezione di pezzi iconici tra cui i pacchetti di sigarette firmati Yohji Yamamoto, l’orsacchiotto di seta creato da Jun Takahashi per A Magazine Curated By Pierpaolo Piccioli, una borsa Kelly di Hermès personalizzata, la collana Libertad o Muerte di Kris Van Assche, il suggestivo cappello Planetarium di Stephen Jones (protagonista di A Magazine Curated By Stephen Jones), e il personale iPhone di Giambattista Valli custode di scatti personali.


Kelly Bag by Jun Takahashi, courtesy of Conservatoire des créations Hermès, Paris, CSM-0947 (bag 1986 – custom 2006), ph. Huy Luong


Hi-Lite cigarettes, courtesy of Yohji Yamamoto, ph. Huy Luong
Inoltre, un gruppo selezionato di designer è stato invitato a presentare le silhouette più iconiche dei rispettivi universi stilistici. Tra questi, Glenn Martens (Y/Project), Kim Jones (Dior), Jack McCollough e Lazaro Hernandez (Proenza Schouler), Yohji Yamamoto, Peter Do, Thom Browne, Martine Sitbon, oltre a Lucie e Luke Meier (Jil Sander).
La mostra include anche l’archivio digitale della rivista completo, un’opportunità unica per esplorare l’evoluzione visiva e narrativa di A Magazine Curated By attraverso le sue trasformazioni stilistiche e concettuali. «Questa mostra è un dialogo tra il passato e il presente […]. Attraverso una installazione digitale unica, per la prima volta presentiamo l’archivio completo di A Magazine Curated By, offrendo la possibilità di esplorare e creare connessioni tra i numeri di ciascun curatore. A Magazine Curated By è più di una semplice rivista: si tratta di creare un intero mondo» ha concluso Blake Abbie.


Classic grey suit, courtesy of Thom Browne, ph. Huy Luong

A rendere la mostra ancora più speciale, la colonna sonora curata da Louise Chen, un insieme eclettico di tracce pensato per riflettere il legame profondo tra A Magazine Curated By e l’universo musicale. Infatti, estratti di lettere di redattori e curatori, lette dal caporedattore Blake Abbie, conducono i visitatori in un viaggio uditivo modellato dalle voci e dai suoni che hanno segnato la storia della rivista. La serata di lancio ha dato poi il via ad una serie di conferenze che si sono svolte per una settimana coinvolgendo esperti del mondo della moda, dell’editoria e del design, esplorando temi legati alle riviste indipendenti, al futuro della moda e alle connessioni tra moda, arte e comunità.
La mostra è aperta al pubblico fino al 30 marzo 2025, da martedì alla domenica, dalle 11:00 alle 19:00, presso l’Union de la Jeunesse Internationale, al 2-4 Blvd Marguerite de Rochechouart, 75018 Parigi.