Nel calendario della Milano Art Week 2026, la Casa degli Artisti si conferma come uno degli spazi più significativi per leggere le trasformazioni della scena contemporanea milanese. Non una semplice istituzione espositiva, ma un luogo di produzione, residenza e ricerca che, sotto la guida di That’s Contemporary, consolida una visione sempre più aperta e interdisciplinare. Sotto la direzione di That’s Contemporary, la Casa entra in una fase di consolidamento e apertura internazionale. Le residenze diventano dispositivi relazionali, in cui arte, design e pratiche sociali si intrecciano attraverso programmi come Omnirica, residenza multidisciplinare articolata in tre cicli durante l’anno, ciascuno della durata di tre mesi. Il primo si è appena concluso, mentre gli altri si svilupperanno nei prossimi mesi. Ogni ciclo è pensato come un ambiente aperto, in cui gli artisti lavorano in dialogo con altri linguaggi e con il contesto. Proprio il concetto di residenza artistica resta il cuore di Casa degli Artisti che vuole essere uno spazio di ricerca e sperimentazione, ma anche un dispositivo che genera relazioni. Il modello è quello di un ecosistema culturale aperto, in cui Milano si connette a scenari internazionali e la produzione artistica diventa anche strumento di ricerca sociale e culturale.
In questa fase si rinnova anche la guida dell’associazione capofila: Giulia Restifo (That’s Contemporary) succede a Valentina Kastlunger (Zona K). Un passaggio di testimone che si inserisce nel segno della continuità: la compagine delle organizzazioni partner rimane infatti invariata, consolidando il lavoro condiviso che negli anni ha reso Casa degli Artisti un presidio attivo per la produzione culturale contemporanea.

Arts & Crafts & Design: verso la Design Week
Il progetto si inserisce in un più ampio programma che prosegue durante la Milano Design Week 2026 con Arts & Crafts & Design, piattaforma condivisa con realtà come Fondazione Michelangelo per la Creatività e l’Artigianato e Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte. L’obiettivo è superare la distinzione tra arti maggiori e applicate, riportando il gesto artigianale al centro del discorso culturale contemporaneo. Il fare manuale diventa così non solo tecnica, ma linguaggio critico e forma di pensiero.
I progetti per la Design Week firmati da Ugo La Pietra
Nel contesto della Design Week, Casa degli Artisti ospita il progetto Erbario e Gli Invasati, firmato da Ugo La Pietra con gli artisti in residenza, rappresenta il cuore dell’intervento per l’Art Week. In Erbario, La Pietra costruisce un archivio poetico delle erbe spontanee, trasformandole in incisioni su libri in ceramica: un gesto che unisce osservazione del paesaggio e pratica manuale.
L’opera nasce da una riflessione sul margine, su ciò che cresce fuori dai sistemi ordinati del progetto. In questo senso, il lavoro dialoga idealmente con le ricerche di Gilles Clément e Leo Lionni, ridefinendo il rapporto tra arte, natura e sapere. Accanto a Erbario, prende forma Gli Invasati, progetto collettivo che coinvolge gli artisti in residenza attraverso un elemento comune: il vaso in terracotta. Da oggetto funzionale a dispositivo simbolico, il vaso diventa terreno di sperimentazione individuale dentro una struttura condivisa. Gli interventi di artisti come Matteo Bicego, Claudia Mendini, Sara Passerini e altri costruiscono un insieme eterogeneo ma coerente, dove la materia unifica e la differenza diventa linguaggio. Il titolo stesso richiama una doppia lettura: contenitore fisico e condizione di “essere attraversati” dalla terra.


Altri progetti tra musica e video
Prosegue nel 2026 la seconda fase di Progetto 40Hz, piattaforma di ricerca dedicata allo studio delle sub- frequenze sonore intorno ai 40Hz e al loro impatto su percezione, attenzione e regolazione emotiva. Dopo i risultati della prima fase – oltre 600 questionari raccolti e 50 rilevazioni EEG – il progetto rafforza l’impianto sperimentale e apre una nuova Open Call, dal 5 marzo al 5 aprile, per selezionare sei artisti in residenza. Il percorso integra composizione musicale, ambienti immersivi e osservazione neuroscientifica, inserendosi nel dibattito internazionale sugli effetti cognitivi del suono. Al termine di ogni residenza è previsto un open studio di restituzione musicale.
Nel segno della collaborazione Milano Film Festival Casa degli Artisti invita videomaker e collettivi a proporre progetti di arte e videoarte basati sul tema dell’edizione 2026. La call vuole stimolare una riflessione sui contrasti, le transizioni, le rivelazioni e le ambiguità̀ generate dai fenomeni luminosi, dalle loro trasformazioni e dalle loro implicazioni poetiche, politiche e percettive. Il focus dell’edizione 2026 è l’immagine in movimento in dialogo con lo spazio: opere video, installazioni, interventi site-specific, performance filmiche e sperimentazioni ibride che indaghino tensioni e possibilità̀ tra visibile e invisibile, presenza e assenza, rivelazione e oscurità. Le residenze si svolgeranno negli atelier della Casa dal 4 maggio al 4 giugno 2026, la restituzione invece avrà̀ luogo, sempre a Casa degli Artisti, durante i giorni del Milano Film Fest tra il 4 e il 9 giugno.

