Una fortunata partecipazione di X Factor nel team di Manuel Agnelli e un lungo tour di concerti in cui ha avuto la possibilità di portare la sua musica live in tutta Italia. Due anni pieni di esperienze per DANIELLE che gli hanno permesso di arrivare alla scrittura e alla pubblicazione del suo secondo album, TU, NOI E ALTRE STORIE, che giunge a tre anni di distanza dal suo disco d’esordio.
Nel progetto, il cantautore marchigiano racconta l’addio, l’abbandono e la voglia di ricominciare partendo dall’amore verso se stessi. DANIELLE è riuscito a trasformare quel dolore vissuto in prima persona e la fragilità in energia vitale. Il disco è un inno alla ripartenza che passa anche dalla riscoperta e dalla cura del proprio io e dalla capacità di lasciarsi attraversare dall’amore.
«Nell’attimo più fragile e indifeso della mia esistenza, ho vissuto e sentito la vita. Questa opera racconta l’addio, l’abbandono, l’amore per se stessi e per gli altri che innatamente è la cura più sana che c’è davanti al delirio esistenziale», racconta DANIELLE parlando del suo lavoro.

Tra dolore e rinascita, Danielle racconta il suo nuovo percorso
TU, NOI E ALTRE STORIE è un disco che affronta l’abbandono ma anche la rinascita partendo dall’amore per noi stessi. Quanto è stato impegnativo affrontare questo processo?
Tanto. Mi sono trovato ad affrontare un grande addio e questo ha capovolto totalmente il mio
essere, quella che era la mia normalità. È un processo lungo, complicato che va affrontato giorno per giorno e si evolve continuamente. Ne avrò ancora per molto ma poi sai, quando la vita si sbilancia tanto da un lato succedono anche cose bellissime che ti portano a trovare un equilibrio.
Nel disco ci sono delle forti influenze anni ‘80. Come hai costruito, a livello musicale, l’album?
Si, gli anni 80 sono per me sempre di grande ispirazione, è stato un decennio veramente
denso e di innovazione totale sotto tutto i fronti e ne sono costantemente influenzato.
In questo album ho voluto fare tutto ciò che volevo, senza delle regole precise di genere musicale
o di scrittura, ho voluto far sentire le mie influenze, che sono tante ma soprattutto tanto diverse e
mi sono divertito davvero a comporlo e a suonarlo. Ascoltavo Michael Jackson (che adoro ed è il mio animale guida), Prince, Bowie , John Frusciante, Echo & the Bunnymen, Billy Idol, tanto Hair Metal e tanti classici italiani, da Vasco a Battisti a Rino Gaetano a Gianna Nannini ecc. e ho pensato “io voglio fare e suonare tutti i generi che voglio, non voglio etichettarmi o chiudermi in un genere solo” e così ho cercato di fare quello
che volevo e spero di esserci riuscito.
In Innamorati persi racconti l’innamoramento. Cosa ti fa battere il cuore?
Si, Innamorati Persi racconta proprio le prime fasi dell’amore, quando sei totalmente trascinato
dall’uragano dei sentimenti e stai da Dio ma ti fai anche un sacco di para (ride, ndr), che hai quella
paura che tutto possa finire o che sia solo un sogno. La complicità profonda è ciò che mi fa battere il cuore.
Quando c’è tanta complicità, si arriva davvero a sentire ciò che prova l’altro senza bisogno di
dirselo, si comunica con lo sguardo, si sviluppa un’ empatia unica che solo con quella persona
hai! Quando accade, è un miracolo dell’amore e si diventa esseri umani migliori, super umani.

«Musicalmente sento di essere cresciuto tanto, sia nella musica che nella scrittura e quando sento il mio nuovo album sono davvero contento.»
Sono passati tre anni dal tuo album di esordio. In cosa pensi di essere maturato, sia artisticamente che personalmente?
In questi tre anni me ne sono successe di ogni, tantissimi concerti, ho vissuto un addio devastante, l’esperienza televisiva, ho trovato l’amore, mi sono trasferito in mezzo al niente, ho mollato qualsiasi lavoro per dedicarmi alla musica totalmente, insomma tante esperienze forti che mi hanno fatto evolvere e cambiare sotto tanti punti di vista. Personalmente ho capito tanto di me, sono molto più forte e deciso rispetto a tre anni fa. Musicalmente sento di essere cresciuto tanto, sia nella musica che nella scrittura e quando sento
il mio nuovo album sono davvero contento.
Qual è la prima persona a cui hai fatto ascoltare il disco e cosa ti ha detto?
Aurora, la mia ragazza, è stata la prima a sentirlo completo. Lei mi supporta in tutto e mi fido
ciecamente del suo gusto, così gliel’ho fatto sentire ed era super emozionata! Così siamo andati
subito a brindare con un Bloody Mary!
Porterai in giro la tua musica? È previsto un tour?
Assolutamente si! Fare concerti è la mia vita, vorrei farlo ogni giorno! Intanto abbiamo il 7 novembre a Milano Arci Bellezza, il 13 novembre a Padova distretto est e il 14 dicembre a Torino per il Sofà So Good Festival ai magazzini sul Po.

Da X Factor ai sogni di nuove collaborazioni
L’anno scorso hai partecipato a X Factor. Che ricordo hai di questa esperienza?
X Factor è stata un’esperienza davvero surreale e fuori dalla realtà. Mi è piaciuto e rifarei tutto, ci siamo divertiti e abbiamo creato un bel nucleo, eravamo molto uniti tra di noi concorrenti. E poi vedere da dentro la “macchina televisiva” mi è piaciuto, è stato curioso.
Sei ancora in contatto con Manuel Agnelli o con gli altri ex concorrenti di X Factor?
Con Manuel ci siamo visti a inizio anno che ho suonato al Germi, poi fra i vari impegni non ci
siamo più visti mentre con i ragazzi ci si sente ogni tanto o ci si vede ai concerti. È sempre bello
rivedersi perché comunque abbiamo condiviso a strettissimo contatto un’esperienza unica, fuori
dal normale e quindi si è sviluppato un rapporto molto confidenziale.
Il disco che ti ha cambiato la vita?
Domanda difficilissima! Ce ne sono tanti di dischi che mi hanno cambiato la vita ma tipo a 16 anni mi ha sconvolto Niandrq LaDes And Usually Just A T-shirt di John Frusciante.
Un artista con cui sogni di collaborare?
Ci sono tanti artisti con cui vorrei collaborare sia stranieri che italiani. Ma intanto ti posso dire che volerei se facessi un pezzo con Gianna Nannini o Loredana Berte in Italia e all’estero Lenny Kravitz sicuramente è sul podio!
