Il Festival del Cinema di Venezia 2025 non è stato soltanto un trionfo di cinema internazionale: il tappeto rosso del Lido si è trasformato in un laboratorio creativo, una passerella che ha anticipato le atmosfere e i debutti dei nuovi direttori creativi attesi alla prossima Milano Fashion Week di settembre.

Il debutto di Dario Vitale e il nuovo volto di Versace
Tra le sorprese più commentate, il debutto di Dario Vitale per Versace, affidato a Julia Roberts, protagonista del film di Luca Guadagnino. L’attrice ha incarnato due anime della maison: di giorno con un blazer in lana blu, camicia a righe e jeans dritti; di sera con un abito navy Atelier Versace, ricamato a damier. Un doppio look che ha segnato un cambio di rotta, più sobrio ed essenziale, lontano dai colori sgargianti degli ultimi anni. Vitale ha guardato all’archivio senza replicarne il sexy glamour, preferendo un approccio calibrato che troverà piena definizione solo a Milano. A far discutere è stato anche l’eco social generato da Amanda Seyfried, che ha scelto di riutilizzare lo stesso outfit in un altro evento veneziano, alimentando il dibattito sul “re-wear” da red carpet.

Jacob Elordi e l’impatto di Bottega Veneta
Uno dei momenti più potenti sul piano mediatico è stato l’arrivo di Jacob Elordi, protagonista di Frankenstein di Guillermo del Toro. Il suo doppio petto nero con papillon Bottega Veneta ha conquistato pubblico e social, rilanciando l’immagine maschile del brand. In attesa del debutto di Louise Trotter, nuova direttrice creativa dopo Matthieu Blazy, la maison vicentina ha confermato la propria centralità nel menswear contemporaneo.


Dior e la mano di Jonathan Anderson
Non meno atteso il soft debut di Jonathan Anderson per Dior, che ha reinterpretato il linguaggio couture con una visione personale. Il red carpet ha visto sfilare attrici come Monica Barbaro, Mia Goth, Greta Lee e Alba Rohrwacher, mentre Andrew Garfield, Will Price e Luca Guadagnino hanno scelto Dior Men. Proprio Alba Rohrwacher ha catalizzato l’attenzione con un abito ispirato al Settecento, con pannier e drappeggi sul petto: un’opera d’atelier che ha richiesto 126 ore di lavoro, primo esempio di Haute Couture firmato JW Anderson per Dior. Un indizio prezioso sulla direzione futura della maison.


Milano Moda Donna: la vera prova del fuoco per i nuovi direttori creativi
Se Venezia ha acceso i riflettori, sarà però Milano Moda Donna (23-29 settembre) a decretare la svolta definitiva. Il calendario è tra i più ricchi degli ultimi anni: Gucci con Demna Gvasalia (23/09), Jil Sander con Simone Bellotti (24/09), Versace con Dario Vitale (26/09) e Bottega Veneta con Louise Trotter (27/09).
Accanto ai debutti, due celebrazioni speciali: Fendi, che festeggia i 100 anni con una sfilata co-ed (27/09), e Giorgio Armani, che celebra i 50 anni di carriera con una mostra alla Pinacoteca di Brera e una sfilata-evento nel cortile della stessa istituzione.
Il mese di settembre, da sempre cruciale per il sistema moda, conferma così il suo ruolo strategico. Le maison utilizzano il cinema come vetrina e Venezia diventa palcoscenico ideale per anticipare linguaggi e visioni che troveranno la loro consacrazione a Milano.