Eleonora Fersino, nata nel 2000 a Chioggia, è una delle atlete più importanti del volley del nostro Paese. Il suo percorso, partito dalla laguna di Venezia, l’ha portata ai vertici del panorama pallavolistico nazionale ed internazionale, dalle casacche dei club fino a quella azzurra. Nonostante la giovane età, la giocatrice, attualmente in forza alla Numia Vero Volley Milano, ha conquistato un palmares invidiabile: tra i vari trofei spiccano sicuramente lo scudetto e il mondiale per club vinti a Conegliano nel 2019 e i trionfi europei in Coppa CEV e in Challenge Cup durante le sue 4 stagioni a Novara.
Ma è soprattutto la nazionale a regalare a lei e a noi soddisfazioni: un mondiale e due Nations League con la selezione italiana. Dopo un 2025 incredibile alla Igor Gorgonzola Novara e dopo la coppa del mondo alzata in Thailandia, Eleonora ha raggiunto la campionessa Egonu a Monza, pronta a scrivere una nuova pagina della sua carriera con la nuova squadra.
Eleonora sotto la sua casacca numero 80 nasconde una persona emotiva, testarda e appassionata, qualità che unite alla sua determinazione e il suo impegno, determinano le mille sfaccettature di una vera campionessa.

«Ricordo che non vedevo l’ora di andare in palestra ad allenarmi, indossare le scarpette e di staccare per qualche ora in palestra con una palla, una rete e le mie amiche»
Tornando indietro nel tempo, quali sono i tuoi primi ricordi da pallavolista?
I primi ricordi risalgono al 2012, quando ho iniziato a giocare grazie a mia sorella Laura. Ricordo che non vedevo l’ora di andare in palestra ad allenarmi, indossare le scarpette e di staccare per qualche ora in palestra con una palla, una rete e le mie amiche. Ricordo le infinite ore passate davanti al muro per fare ripetizioni e lunghe serie di bagher a parete, esercizio noioso e monotono, ma fondamentale per imparare il controllo e la tecnica.
In quegli anni ero già una ragazzina determinata, volevo eseguire perfettamente ogni gesto tecnico, con tanta voglia di divertirmi e allo stesso tempo con tanta voglia di lavorare seriamente.
Altre immagini che mi vengono in mente sono tutti quei momenti divertenti e le chiacchiere in spogliatoio con le compagne di squadra, gli scherzi, la pizza post-partita, l’agitazione prima di giocare e tutti quei weekend trascorsi in giro tra le varie palestre.
Nasci e cresci a Chioggia: una zona di questa città che hai nel cuore?
Chioggia è la città in cui sono nata e cresciuta, poi a 13 anni me ne sono andata proprio per seguire una chiamata importante da parte della società più forte in regione e tra le più importanti a livello nazionale, quello fu l’inizio vero e proprio di tutto il mio percorso pallavolistico. La zona che ho nel cuore di questa città è la spiaggia, per me è una vera e propria fortuna abitare a 5 minuti dal mare. D’estate nei pochi momenti liberi che ho sono sempre lì, tra partite di beach volley e relax.
D’inverno, durante la stagione, mi è difficile andarci ma se capita l’occasione passeggio in riva al mare con la mia cagnolina Mia. Vedere la spiaggia deserta, sentire solo il rumore del mare e vedere Mia che corre liberamente mi regala una sensazione di pace impagabile.
Se invece potessi partire domani, quale destinazione sceglieresti?
Dipende dalla esigenza del momento: se dovessi partire ora, dopo una stagione intensa e impegnativa come questa, me ne andrei in un posto tranquillo e in mezzo alla natura selvaggia per staccare completamente da tutti e tutto e fare un’esperienza suggestiva. Direi Norvegia a vedere l’aurora boreale o Bora Bora per le spiagge paradisiache in mezzo; oppure direi Sudafrica per un Safari. Se fossi invece in un momento tranquillo dopo aver staccato, farei un bel viaggio in America, visiterei tante città, musei, parchi e attrazioni turistiche, ma di certo non sarebbe questo il momento.

«Tra i pregi direi sicuramente: quello di essere autentica, in quanto dico quello che penso nel bene e nel male, senza ipocrisia»
Chi è Eleonora Fersino? Prova a identificarti con cinque parole, descrivendo soprattutto pregi e difetti della tua persona e del tuo carattere.
Tra i difetti direi testarda, se credo veramente in una cosa preferisco sbagliare di testa mia piuttosto che ascoltare i consigli esterni.
Tra i pregi direi sicuramente: quello di essere autentica, in quanto dico quello che penso nel bene e nel male, senza ipocrisia; genuina, amo le cose vere e apprezzo le piccole cose, mi piace ridere, scherzare, essere “easy” sia dentro che fuori dal campo; determinata, poiché so quello che voglio e selettiva: sono molto diffidente, scelgo con cura e attenzione le persone di cui circondarmi.
“vivi e lascia vivere”: il mio motto, mi rappresenta, io faccio il mio, vado per la mia strada, vivo la mia vita serena senza guardare e intromettermi nella vita degli altri, non mi interessa.
Qual è la partita che ti è rimasta più impressa?
Sceglierne una è molto difficile, tra le più recenti la vittoria della Supercoppa con Milano contro Conegliano, inaspettata e sorprendente, e la Finale del Mondiale in Thailandia contro la Turchia, una partita da cardiopalma, punto su punto e ricordo il mio ingresso in uno dei momenti più delicati di quella partita.
In Italia l’entusiasmo per la Pallavolo sta vivendo una notevole ascesa, che consiglio daresti a una giovane e futura pallavolista?
Il consiglio più importante è divertirsi, la pallavolo prima di tutto è un gioco e va vissuto come tale, ed essendo uno sport di squadra è bello poter divertirsi assieme alle compagne, condividere con loro la routine degli allenamenti e le emozioni nel campo.
Seconda cosa di impegnarsi sempre, è normale non essere sempre al 100%, ma bisogna dare sempre il massimo di quello che si ha in quel momento, senza sudore e sacrifici non si ottiene nulla: “testa bassa e pedalare”. Ci vuole tanto lavoro, dedizione e costanza, ci saranno momenti difficili, ma bisogna affrontarli e cercare di superarli, non fermarsi alle prime difficoltà e proseguire per la propria strada. Ultima cosa, non meno importante, di sognare in grande, perché i sogni si possono avverare.
Quali sono invece i tuoi sogni nel cassetto?
Ho diversi sogni nel cassetto, uno che riguarda la mia carriera è quello di partecipare alle Olimpiadi, un sogno che ho da diversi anni, sto lavorando affinché questo avvenga.

«Ci vuole tanto lavoro, dedizione e costanza, ci saranno momenti difficili, ma bisogna affrontarli e cercare di superarli, non fermarsi alle prime difficoltà e proseguire per la propria strada»
Qual è l’ultimo libro che hai letto? E l’ultimo film visto?
Bugie perfette di Alafair Burke, un romanzo thriller psicologico. La storia mi ha colpito, mi piace quando il lettore prova un senso di suspense e quando può fare ipotesi sul presunto colpevole. Ammetto però che per questo romanzo ho provato poca suspense durante la lettura, non ci sono stati grandi colpi di scena ed il finale non mi ha stupito.
Ultimo film visto Housemaid, una di famiglia, genere thriller psicologico ovviamente, che mi è piaciuto tanto, per il grande colpo di scena finale; tutto il film è incentrato su inganni e manipolazione, lo consiglio agli amanti del genere.
Quali artisti musicali ti piacciono? E qual è stato l’ultimo concerto visto?
Dipende un po’ dal mood in cui sono, ma a prescindere quelli che mi piacciono di più sono: Irama, i Modà ed Emma per quanto riguarda i cantanti italiani, internazionali invece direi Imagine Dragons e Ozuna. Ultimo concerto i Modà a Milano.
Per le Olimpiadi hai visto qualche altro sport di tuo interesse?
Non sono una grande appassionata degli sport invernali, non li ho mai seguiti, ci sono sport e discipline che proprio non mi coinvolgono e quindi non guardo. Ho seguito poco le olimpiadi invernali, però sono contenta del fatto che tanti nostri atleti siano andati a medaglia. Ho seguito qualche gara di pattinaggio di figura singolo e di coppia, dove eleganza, musicalità e atletismo si fondono insieme, una disciplina totalmente diversa dal mio sport.