Nelle ultime passerelle uomo, l’eleganza ha assunto nuove forme, più fluide e disinvolte. Il loungewear – una volta confinato agli spazi privati della casa – si è imposto come uno dei riferimenti stilistici più forti della stagione. Pigiami di seta, vestaglie avvolgenti e completi dal taglio morbido hanno fatto la loro comparsa in passerella, trasformandosi da capi funzionali a dichiarazioni di stile.
Dandy moderni e icone senza tempo in passerella
Tra le ispirazioni citate dagli stilisti spiccano alcune icone intramontabili del fascino maschile. Il primo a venire in mente guardando le passerelle è Hugh Hefner, celebre per le sue vestaglie da camera in velluto e la sua immagine da dandy contemporaneo, ha fornito un modello di mascolinità sofisticata e autoindulgente, dove il confine tra intimità e rappresentazione pubblica è sempre stato volutamente molto sfumato. Sembra di rivederlo sfilare, senza conigliette però, per il marchio Amiri, che ha appena presentato la sua collezione Uomo Primavera Estate 2026 a Parigi, o per Dunhill che ha sfilato a Milano.
A guardare la sfilata di Dolce&Gabbana le icone al maschile che vengono in mente sono più di una. Da un lato una figura come Mastroianni che incarna un’eleganza tutta italiana, fatta di charme naturale e disinvoltura cinematografica: i suoi completi leggeri e le camicie aperte evocano un modo di vestire confortevole, senza essere mai trascurato, una attenzione al guardaroba che in epoca contemporanea chiameremmo effortless.
Dall’altro viene in mente un film, quel “Il talento di Mr Ripley” che ha consacrato Matt Damon, ma soprattutto ha portato sotto i riflettori il sex appeal di Jude Law. Kit Butler che chiude il defilè Dolce & Gabbana con un outfit di chiara ispirazione homewear ricorda tantissimo lo sfrontato e bellissimo Dickie interpretato da Law nella pellicola di Anthony Minghella del 1999.
Il nuovo volto della mascolinità tra eleganza e sensualità
C’è una eleganza di fondo, in cui un languido sex-appeal incontra volumi morbidi, confortevoli e molto chic. I brand reinterpretano questi riferimenti attraverso tessuti preziosi come la seta, il lino lavato e il cotone garzato, giocando con palette neutre, pastello e con pattern a righe in tante declinazioni a.righe, forse un po’ retrò, ma di gran fascino. Il risultato è un guardaroba che promuove una nuova idea di lusso: non ostentato, ma sensuale e personale.
In un momento storico in cui è palese che i confini tra pubblico e privato si facciano sempre più sfumati, il pigiama diventa simbolo di libertà espressiva. L’uomo abbraccia la comodità senza rinunciare allo stile, rifiutando rigidità formali in favore di una raffinatezza rilassata. E l’intimità non è più qualcosa da nascondere, ma un’estetica da esibire.
Immagine in apertura, da sinistra a destra: Amiri, Dunhill e Dolce&Gabbana