Montblanc

La scrittura tra stile e visione, secondo Montblanc

Durante Milano Moda Uomo, Montblanc celebra il suo secondo cortometraggio con Wes Anderson e presenta una capsule moda inedita, firmata dal Direttore Artistico Marco Tomasetta. Un viaggio onirico tra scrittura, memoria e stile senza tempo


Un treno, un cortometraggio, una capsule. Montblanc, che da sempre celebra il potere trasformativo della scrittura, ha scelto la settimana della moda uomo di Milano per lanciare il suo secondo film con Wes Anderson, Let’s Write, e svelare al pubblico la sua prima sfilata moda. Tutto si è svolto tra le architetture monumentali della Stazione Centrale e l’atmosfera sospesa del deposito ferroviario Squadra Rialzo, trasformato per una notte in una stazione immaginaria tra sogno e cinema.

Nel cuore di questo progetto visionario, c’è lui: Marco Tomasetta, Creative Director di Montblanc dal 2021, che con questo fashion film firma un nuovo capitolo per la maison. Un capitolo fatto di pelle, design concettuale e connessioni profonde tra passato, gesto e quotidianità.
«Sono stato profondamente ispirato dall’archivio della Maison di Amburgo, che ho studiato da vicino negli ultimi quattro anni. Mi ha spinto a pensare costantemente a modi nuovi e originali per avvicinare il mondo della scrittura ai nostri clienti e ai loro cuori», racconta Tomasetta.

La capsule presentata a Milano, 16 look costruiti attorno a eleganti giacche e completi in pelle, nasce da una riflessione sul luogo simbolico per eccellenza di Montblanc: la scrivania.
Da qui prende forma un approccio poetico e quasi metafisico, che trasforma l’oggetto statico in esperienza dinamica.
«Per me la scrivania è un importante messaggio per i giovani: quello di prendersi del tempo. Viviamo con la testa bassa sul cellulare e iperconnessi. Scrivere a mano è un atto di riconnessione personale», spiega Tomasetta, che ha costruito l’intera narrativa della collezione attorno a un’idea di intimità creativa.

Le giacche, in pelle pieno fiore lavorata in atelier italiani, sono abbinate agli accessori della collezione PE26: cartelle, zaini, mini-pouch, tutti pensati per ospitare strumenti della scrittura e oggetti del vivere quotidiano. «Sono capi che parlano della scrittura non come nostalgia, ma come gesto contemporaneo. Voglio che la scrittura viaggi con te. Che non sia più solo qualcosa da tenere su una scrivania, ma un compagno di vita», afferma il designer.

Il cortometraggio Let’s Write, presentato in anteprima mondiale durante l’evento, è il secondo episodio della collaborazione tra Montblanc e Wes Anderson, questa volta co-diretto da Roman Coppola. Tra i protagonisti sullo schermo: Rupert Friend, Waris Ahluwalia, Esther McGregor, ma anche volti noti del cinema internazionale come Joey King, Daniel Brühl, Seo Kangjun, Kerem Bürsin, Alfonso Herrera, e gli amici del brand Mew Suppasit, Cooper Koch e Manolo Caro.

Tomasetta ha trovato in Wes Anderson un interlocutore affine, capace di restituire attraverso l’immaginazione ciò che spesso la moda dimentica: l’anima. «Wes disegna tutto a mano, con pastelli e pennarelli. È un uomo di un’altra epoca con una passione autentica per il nuovo. Questo incontro tra passato e presente è la chiave: riesce a dare modernità a gesti e oggetti che sembrano dimenticati», racconta lo stesso Tomasetta.

E proprio il lavoro di Tomasetta per Montblanc è profondamente influenzato dalla pratica del disegno. «Io disegno tutto a mano, sempre. Anche quando viaggio sul mio blocco. Ogni progetto nasce da un piccolo disegno, uno schizzo su carta. Poi il team lo rielabora, lo sviluppa. Ma senza il disegno, per me, nulla esiste», confida.

«Se tutti avessero una penna solo per scrivere una frase, per lasciare un simbolo… sarebbe già tanto. È un gesto che resta. Io, ad esempio, se voglio mandare un messaggio speciale, come mandare dei fiori, non uso WhatsApp. Scrivo un biglietto. È una piccola magia che resiste al tempo».

Quando gli si chiede quale sia stato il primo oggetto che lo ha colpito all’ingresso nell’archivio Montblanc, Tomasetta non ha dubbi: «Il logo originale degli anni ’30. Era elegante, sottile, con una grazia perduta. È stata la prima cosa che ho voluto recuperare. Perché il passato può diventare linguaggio contemporaneo, se tradotto con intelligenza».

Questo approccio ha permesso a Montblanc di riposizionarsi anche in termini culturali, parlando a una nuova generazione di creativi e globetrotter. «Oggi il nostro pubblico è molto più giovane, internazionale, consapevole. Non cerca solo il prodotto, cerca un linguaggio. E la scrittura può essere esattamente questo: un codice personale per esprimersi».

Il debutto di Montblanc con questo primo fashion show non è solo una dichiarazione estetica, ma un’estensione coerente della sua missione: ispirare a scrivere, pensare, vivere con consapevolezza. «Scrivere è ancora rivoluzionario. Non è un gesto vecchio, è un gesto umano. E la moda può aiutare a ricordarlo. Con questa capsule volevo offrire qualcosa che si possa portare addosso, ogni giorno, e che diventi parte di noi».

Dalle parole agli oggetti, dalla carta alla pelle: il nuovo universo Montblanc tracciato da Marco Tomasetta è fatto di connessioni intime, riferimenti colti e slanci emotivi. In un tempo che corre veloce, Let’s Write – sullo schermo o nella vita – è un invito a rallentare, prendere fiato, e lasciare un segno che valga la pena ricordare.