LAUD END PRAUD, una rivoluzione sia estetica che politica

Un evento che intreccia moda, attivismo e natura queer, trasformando la passerella in uno spazio di espressione e liberazione

Esiste un momento in cui la moda rinuncia ad essere solo superficie per farsi linguaggio di rottura e resistenza. È questo il tempo di LAUD END PRAUD, che il 20 giugno torna a Milano in occasione della sua quinta edizione trasformando il DOPO?Space in un teatro fluido a sostegno della comunità LGBTQIA+.

LAUD END PRAUD
LAUD END PRAUD 2025. Credit: VANADIO23

Corpi e identità: il regno naturale parla queer

Ideato da Andrea Semeghini – direttore creativo del brand VANADIO23LAUD END PRAUD entra ufficialmente nel Calendario della Milano Fashion Week – Collezione Uomo Primavera/Estate 2026 – affermandosi non solo come sfilata, ma come gesto collettivo e politico. Il tema scelto per questa edizione, Queer Nature – l’evoluzione oltre il binario, è infatti una chiara presa di posizione contro la retorica secondo la quale l’identità queer sarebbe “contro natura”.

In un mondo che impone il binarismo come norma, l’evento riconosce nella natura un’alleata, riscoprendone l’essenza fluida e in perenne trasformazione. «Desideriamo un mondo in cui tuttə possano vivere la propria identità e orientamento con libertà, sicurezza e gioia – ha spiegato Andrea Semeghini – Con leggerezza, ironia e spensieratezza, vogliamo contribuire a scardinare le norme culturali legate al genere».

Nove i designer che interpreteranno il tema ispirato alle creature queer, appartenenti sia al mondo animale che vegetale. Sul tappeto d’erba che segnerà la passerella – simbolo di fertilità e rinascita – sfileranno le creazioni di Be Nina (Cactus, Homosexuality), Lorenzo Seghezzi (Orchid, Transsexuality), Florania (Butterfly, Hermaphroditism), Giorgia Andreazza (Beetle, Bisexuality), Simon Cracker (Penguin, Homosexuality), Domenico Orefice (Clownfish, Transsexuality) e i tre studenti di IED Milano Lorenzo Caola, Letizia Lucchini e Francesco Gregorace (Tomato, Hermaphroditism). A dare coerenza alla narrazione, il lavoro curatoriale di Simone Furlan (styling) e Maria Aminta Daniele (casting).

A testimonianza del suo impegno concreto, LAUD END PRAUD devolverà l’intero ricavato della vendita degli outfit allo Sportello Trans ALA Milano Onlus, guidato da Antonia Monopoli, a sostegno dell’inclusione sociale delle persone transgender. I capi protagonisti della passerella saranno disponibili per l’acquisto il 22 settembre, durante un pop-up di beneficenza ospitato da PWC in via Pietro Custodi 12.

Tra attivismo e spettacolo: la scena oltre la passerella

LAUD END PRAUD è molto più di un fashion show: è una giornata densa di contenuti e visioni, scandita da talk, performance, riflessioni. L’evento avrà inizio con un incontro a cura di SCOMODO in dialogo con VANADIO23 e Antonia Monopoli dello Sportello Trans ALA Milano Onlus – beneficiario del ricavato dalla vendita degli outfit. A seguire, una riflessione sul linguaggio e i suoi effetti (Da dove vengono gli insulti?), fino a un’esplorazione scientifica e politica della queerness in natura con il talk Contro natura? La natura siamo noi.

Il varietà serale porterà invece in scena voci dissidenti e corpi ribelli. Tra performance drag e live music, spicca il soul ipnotico dell’artista queer italo-brasiliano Ethan, che fonde black music e bossanova in un live vibrante di pathos. A chiudere, il DJ set infuocato del collettivo Queer Macete, in un rituale collettivo di liberazione.

L’appuntamento non si limita a rappresentare la diversità, ma la vive celebrandola. È un manifesto contemporaneo che ci invita a ripensare i codici del genere, dell’amore e della bellezza, ritrovando nella natura non una giustificazione, ma un’alleata.