A Venezia il cinema si fa mosaico, l’arte pop di Emanuele Sari conquista l’Avani Rio Novo

Visitabile fino al 25 ottobre 2026, la mostra Cinema Reloaded: Mosaic Visions esplora il cinema e la cultura pop attraverso il mosaico

Venezia non vive soltanto dei riflessi della laguna o delle gondole che silenziose scorrono tra i canali. C’è anche una Venezia sempre più contaminata e pervasa di cultura contemporanea, di visioni pop ed estetica cinematografica che trasformano ogni più classico scorcio in scene inedite. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce Cinema Reloaded: Mosaic Visions, la nuova mostra firmata da Emanuele Sari e ospitata da Avani Rio Novo Venice Hotel in collaborazione con Cris Contini Contemporary.

Fino al 25 ottobre 2026, gli spazi dell’hotel diventano una galleria d’arte dove il mosaico dialoga con il cinema, la cultura pop e l’anima più creativa della città lagunare. Un progetto che va oltre la semplice esposizione artistica e trasforma il soggiorno in un’esperienza narrativa, quasi cinematografica.

Il mosaico incontra il grande schermo

Le opere di Sari sembrano fotogrammi ricomposti attraverso materia e luce. Vetri di Murano, foglia d’oro, marmo e resine danno vita a ritratti intensi e vibranti che raccontano icone senza tempo: Monica Bellucci, Brigitte Bardot, Frida Kahlo e suggestioni ispirate al fumetto e alla cultura contemporanea. Il cuore della mostra è Made in Italy, opera realizzata in esclusiva per Avani Hotels & Resorts e dedicata alla Bellucci nel ruolo iconico di Malèna. Un ritratto quasi noir, costruito attraverso contrasti cromatici e superfici irregolari che restituiscono malinconia, forza e sensualità cinematografica. A rendere questa esposizione diversa dalle altre è proprio il rapporto tra luce, sorpresa e spazio alberghiero. Lo racconta lo stesso Sari: «Trovo eccezionale che i miei lavori siano esposti qua, negli spazi di Avani Rio Novo Venice, anche perché ho potuto vivere e vedere di persona gli sguardi della gente quando arriva in hotel. Alcuni magari non se ne accorgono neanche, altri invece rimangono letteralmente sorpresi. Uscendo dall’ascensore, ad esempio, è pazzesco quel momento quando le porte si aprono e ti trovi davanti alle opere».

L’effetto è quello di una galleria in movimento, dove gli ospiti incontrano l’arte quasi per caso, tra un corridoio contemporaneo e la luce liquida di Venezia che entra dalle vetrate dell’hotel.
«Mi piace molto questo modo di esporre, che è quasi una sorpresa», continua l’artista. «E trovo che queste opere si collochino molto bene perché sono legate a Venezia ma anche perché catturano lo sguardo e la luce». Dietro il linguaggio visivo di Sari c’è un percorso nato più dall’artigianato che dall’arte concettuale. Un approccio istintivo, materico, e profondamente veneziano. «Ho cominciato il mosaico non come carriera artistica ma come lavoro vero e proprio da artigiano», racconta. «Poi più cresceva la tecnica, più crescevano anche le idee». Ed è forse proprio questo equilibrio tra tecnica tradizionale e immaginario contemporaneo a rendere il suo lavoro così immediato. Il mosaico smette di essere memoria statica e torna a vivere come linguaggio pop, cinematografico, emotivo.

Quando l’hotel diventa uno spazio culturale

L’effetto finale è quello di un viaggio visivo in cui Venezia continua a essere protagonista assoluta. Non solo come sfondo, ma come linguaggio estetico: città di cinema, artigianato, luce e contaminazioni artistiche. È proprio questa la direzione più interessante dell’hôtellerie contemporanea: hotel che diventano luoghi culturali aperti alla città, capaci di creare connessioni tra gli ospiti e chi la città la vive tutti i giorni, unendo creatività e territorio. In questo senso, Avani Rio Novo Hotel interpreta perfettamente il desiderio della nuova generazione di viaggiatori: vivere gli spazi.

Tutto questo rende sempre affascinante Venezia: una città che continua a riflettersi nelle immagini, nelle storie e negli sguardi di chi la attraversa.