Dante Mortet presenta la mostra “I Magnifici 7 – L’anima del cinema nel bronzo” a Venezia

Al Nani Mocenigo Palace Hotel, sette mani scolpite raccontano il legame tra gesto e memoria. Un dialogo tra arte e cinema che trova nel Lido la sua cornice ideale

Nelle sale storiche del Nani Mocenigo Palace Hotel, la scultura incontra il cinema con una mostra che celebra il gesto come memoria collettiva. I Magnifici 7 – L’anima del cinema nel bronzo porta in laguna l’opera di Dante Mortet, scultore romano e maestro cesellatore di quinta generazione, che attraverso la tecnica della fusione a cera persa trasforma le mani dei protagonisti della settima arte in ritratti senza tempo. La mostra sarà aperta al pubblico dal 30 agosto, dalle 10 alle 19.

Dante Mortet venezia 82
I Magnifici 7 – L’anima del cinema nel bronzo di Dante Mortet

La mostra: un percorso espositivo nel cuore di Venezia

Le opere di Dante Mortet sono esposte al piano terra del Nani Mocenigo Palace Hotel, palazzo nobiliare veneziano oggi Hotel Cinque Stelle lusso. L’evento, organizzato in collaborazione con Better World e Travel Setter, invita il visitatore ad entrare in relazione con il gesto scolpito. Ogni scultura è infatti presentata all’interno di una teca e accompagnata da un QR code che rimanda a contenuti video e testimonianze esclusive

I Magnifici 7 – Mani d’Autore è un viaggio intimo e potente nell’universo del cinema, capace di creare un dialogo tra la materia e la storia che l’ha generata. «Mani d’Autore propone una riflessione originale: guardare i grandi personaggi del cinema da un altro punto di vista, quello della scultura, linguaggio profondamente italiano, capace ancora oggi di parlare al presente e al futuro», ha raccontato lo scultore romano.

L’allestimento della mostra al Nani Mocenigo Palace Hotel

La coincidenza con la Mostra del Cinema non è casuale, ma il frutto di una comune visione dal respiro internazionale: «È un grande onore ospitare la mostra […] in un momento così speciale – ha commentato Paolo Caffi, amministratore delegato del Nani Mocenigo Palace – […] un’esperienza indimenticabile che lascia un vero segno». 

E proprio durante Venezia 82, Dante Mortet ha partecipato al gala dinner dei Better World Awards – un riconoscimento internazionale dedicato a figure che si sono distinte per il loro impegno nel costruire un mondo migliore – realizzando per questa edizione le sculture-premio del Better World Fund.

Le sculture che raccontano il cinema

L’esposizione nasce dal progetto Mano Artigiana, concepito da Mortet come omaggio alla bellezza del gesto e al sapere umano. Il percorso di sviluppa in sette tappe, affidate alle mani di figure celebri che hanno segnato la storia del cinema. Dante Mortet ha incontrato ciascuno di loro, raccogliendo il calco del palmo e delle dita e trasformandolo poi in bronzo. «Con la forza del bronzo, queste mani non solo resistono al tempo, ma diventano memoria viva, gesto iconico, testimone eterno di un’epoca e della sua anima creativa, sottolineando la vocazione universale di queste opere», ha spiegato l’artista.

La mano di Ennio Morricone è nell’atto di scrivere, trasformata in partitura che fissa per sempre il momento in cui la musica prende forma. In quel gesto, piegato sul foglio, il cinema ritrova la sua voce invisibile. «È stato un privilegio entrare nel luogo in cui il Maestro Morricone scriveva le armonie meravigliose che lo rendono immortale e simbolo dell’orgoglio artistico italiano nel mondo […] Grazie Maestro», ha ricordato l’artista.

La scultura della mano di Ennio Morricone

Diversa è l’impronta lasciata da Martin Scorsese. La sua mano, infatti, non guida più gli attori con la frenesia degli esordi,  ma si muove come un gesto leggero come fosse un artista che dipinge sulla tela

La mano di Anjelica Huston porta invece con sé il simbolo della strega, figura che l’attrice ha interpretato più volte e che qui si trasforma in immagine di libertà e consapevolezza. La strega non è altro che una donna libera e consapevole, che ha osato sfidare il potere e i suoi abusi, ha raccontato Huston, ribaltando un archetipo in chiave positiva.

Dante Mortet, la mano di Martin Scorsese

L’incontro con Robert De Niro ha generato un momento di rara intensità. Osservando la scultura nel suo ufficio, l’attore ha confidato: “Vedi questi poster dei miei film qui nel mio ufficio? Questi sono i personaggi che ho interpretato, ognuno diverso, ma mai veramente io. Ma questa – questa scultura – questa sono io. Questa scultura della mano… è Robert De Niro”.  Un istante in cui la materia ha rivelato l’uomo, e in cui è stato l’artista a commuovere l’attore. 

I gesti che diventano parte della storia e del mito

Nella sua residenza di Beverly Hills, Kirk Douglas ha accolto invece Mortet con la sua consueta energia. Dal calco della sua mano è nata l’opera dedicata a Spartacus, poi rifinita a Roma nello storico atelier dell’artista. Oggi l’opera è conservata come fosse un talismano da kirk, conservando la forza di un eroe collettivo.

In uno scenario invece innevato in Colorado, durante le riprese di The Hateful Eight, è nata invece la scultura dedicata a Quentin Tarantino. L’artista ha infatti fissato nel bronzo un gesto capace di riflettere la forza della manualità e dell’artigianato, un valore difeso dal regista con passione. 

Le mani di Quentin Tarantino

Infine, la mano di Pelé, che unisce le dita per formare simbolicamente il numero 10. In quel gesto non si celebra soltanto il talento sportivo, ma si racconta la storia di un uomo capace di abbattere barriere e di diventare icona universale, simbolo di speranza e di unità. 

Dante Mortet, la scultura di Pelé

In queste opere, il bronzo non è soltanto materia, ma diventa narrazione. Ogni mano diventa infatti un palcoscenico di testimonianze che resistono al tempo, e che a Venezia trovano la cornice ideale per riaffermare il legame profondo tra arte e cinema. «La mostra I Magnifici 7 negli spazi dell’Hotel Nani Mocenigo vuole restituire un’esperienza coinvolgente per il pubblico e un omaggio alla settima Arte, che proprio a Venezia viene celebrata in modo esemplare», ha concluso lo scultore.